DIETA CHETOGENICA, SI O NO? Si, ma solo se…

Dieta Chetogenica

Se sei finito su questa pagina probabilmente ti stai interessando all’argomento, vorresti iniziare una dieta chetogenica o conosci qualcuno che la sta seguendo. Cercherò di spiegarti cosa è una dieta chetogenica, quando è possibile/consigliabile proporla e quali sono i pro ed i contro di questo protocollo dieto-terapico.

La crescente popolarità della dieta chetogenica ed il suo utilizzo smodato (nella stragrande maggioranza dei casi inappropriato) la sta rendendo una delle tante diete alla moda. Alla stregua della dieta del riso o della dieta dei gruppi sanguigni, per le quali non esistono evidenze scientifiche. Viene consigliata da amici, personal trainer, riviste e influencer, senza conoscere le dovute accortezze e precauzioni che questa tipologia di dieta richiede. Errori prescrittivi, gestionali e carenza di follow-up dedicato ne stanno facendo emergere solo gli aspetti negativi, facendoci dimenticare che qualsiasi strumento, nelle giuste mani, potrebbe portare numerosi benefici.

Ma iniziamo dal principio…

COSA È UNA DIETA CHETOGENICA

Premessa: sarebbe bene parlare al plurale in quanto esistono diversi protocolli di dieta chetogenica, a seconda della persona e dell’obiettivo che si vuole perseguire.

Le diete chetogeniche sono dei protocolli dieto-terapici in cui l’apporto di carboidrati è severamente ridotto. Così tanto da spingere il nostro organismo a produrre i corpi chetonici come fonte di energia per le cellule. Alla base di tutte le diete chetogeniche c’è questo meccanismo di adattamento che l’organismo umano ha sviluppato durante il processo evolutivo per far fronte ai periodi di carestia, rendendoci possibile la sopravvivenza anche in condizioni di restrizione alimentare prolungata o digiuno.

Nonostante si possa pensare che le diete chetogeniche siano delle diete iperproteiche, non è così. L’apporto proteico della dieta può salire fino a 1,5 gr per kg di peso corporeo al giorno: un apporto non eccessivo ed adatto alle esigenze della maggior parte delle persone (non tutte).

Risulta invece aumentato in percentuale l’apporto dei grassi alimentari.

Se vengono utilizzate con lo scopo di perdere peso l’apporto calorico totale deve essere ridotto, in modo da creare un bilancio energetico negativo, come in qualsiasi altra strategia di dimagrimento.

PERCHÉ LA DIETA CHETOGENICA È DIVENTATA POPOLARE?

Qualsiasi dieta chetogenica, proprio per il meccanismo fisiologico che innesca, permette di perdere peso molto velocemente, senza intaccare le masse muscolari. Inoltre la produzione di corpi chetonici sopprime l’appetito, rendendo tollerabile la drastica riduzione dell’apporto calorico.

Fin qui tutto bellissimo, vero? Finalmente la scorciatoia che tutti aspettavano per dire addio ai kg di troppo.

Continua a leggere e scopri perché le diete chetogeniche non andrebbero utilizzate così a cuor leggero.

6 COSE DA SAPERE SULLE DIETE CHETOGENICHE

  1. Sono protocolli che andrebbero seguiti SEMPRE sotto consiglio e supervisione di un medico o di personale sanitario correttamente formato.
  2. Essendo protocolli estremamente rigidi e privativi non sono adatti a tutti. Il paziente deve essere ben informato ed estremamente preciso nell’esecuzione. Questo perché anche per piccole introduzioni rispetto a ciò che viene stabilito (es. zucchero nel caffè, caramelle, gomme da masticare o frutta), potrebbe venir meno lo stato di chetosi e si andrebbe a compromettere la riuscita della dieta. La percentuale di “drop-out”, ossia di abbandono del protocollo, arriva fino ad un 40% dei casi proprio per la mancata o scorretta selezione dei candidati cui viene proposta la dieta chetogenica [1].
  3. Durante i protocolli chetogenetici è utile, ed in alcuni casi necessario, l’utilizzo di alcuni integratori. Mi riferisco in particolare a potassio, mg, calcio, omega 3 e composti polivitaminici, per far fronte a possibili carenze nutrizionali.
  4. Soprattutto durante le prime 4 settimane potrebbero presentarsi degli effetti indesiderati quali: stanchezza, nausea, alitosi, fastidi intestinali, mal di testa, brain fog (o cervello annebbiato). Tutti questi effetti vengono solitamente raggruppati sotto la dicitura KETO FLU e sono, nella maggior parte dei casi, di entità variabile e transitoria.
  5. Le diete chetogeniche non possono essere protratte a vita e la fase di ritorno alla “normalità” dovrebbe essere ben strutturata ed educativa per il paziente. Altrimenti si troverà a gestire la fase di mantenimento in modo difficoltoso e spesso fallimentare.
  6. Una dieta chetogenica può essere seguita per un minimo di 2-3 settimane fino a 6 mesi ma, soprattutto nelle applicazioni di lunga durata, andrebbe monitorata costantemente la funzionalità renale.
  7. Sono attualmente necessari ulteriori studi che vadano ad indagare quanto i risultati ottenuti con la dieta chetogenica riescano ad essere mantenuti a lungo termine [2].

INICAZIONI

Attualmente le indicazioni ufficiali per l’applicazione delle diete chetogeniche sono:

  • Obesità grave o complicata (ipertensione, diabete tipo 2, dislipidemia, sindrome da apnea ostruttiva, sindrome metabolica, osteopatie o artropatie severe)
  • Obesità severa con indicazione alla chirurgia bariatrica (nel periodo pre-operatorio)
  • Pazienti con indicazioni a rapido dimagrimento per severe comorbilità
  • Steatosi epatica non alcolica (NAFLD)
  • Epilessia farmaco resistente

Negli ultimi anni stanno emergendo delle evidenze per il possibile utilizzo anche in caso di PCOS, Cefalee, Psoriasi, Lipedema, malattie neurodegenerative ed altre patologie, tra cui quelle tumorali [2].

CONTROINDICAZIONI

Esistono altresì numerose controindicazioni all’utilizzo delle diete chetogeniche:

  • Insufficienza epatica grave o medio grave
  • Infarto, TIA o ictus negli ultimi 12 mesi
  • Aritmie cardiache
  • Blocco atrio-ventricolare
  • Insufficienza cardiaca
  • Ipokaliemia
  • Terapia cronica con diuretici che eliminano il potassio
  • Diarrea persistente
  • Gravidanza ed allattamento
  • Disturbi psichiatrici
  • Aciduria organica
  • Deficit genetici di carnitina palmitoil trasferasi, carnitina traslocasi, piruvato carbossilasi…
  • Porfiria
  • Insufficienza renale cronica
  • Disturbi del comportamento alimentare
  • Diabete insulino dipendente
  • Calcolosi della colecisti o discinesie della colecisti
  • Reflusso gastro-esofageo e dispepsia
  • Gotta ed iperuricemia
  • Storia di nefrolitiasi
  • Post ischemia cerebrale

CONCLUSIONE

I protocolli dietetici come le diete chetogeniche sono degli strumenti in mano ai professionisti della salute e vanno utilizzati con tutte le accortezze che merita un qualsiasi approccio terapeutico. Pensare di poter “fare da soli” o affidandosi ai consigli di personale NON CORRETTAMENTE FORMATO, potrebbe essere dannoso per la tua salute.

Bibliografia

[1] Bischoff SC,  Damms-Machado A, Betz C, et al. Multicenter evaluation of an interdisciplinary 52-week weight loss program for obesity with regard to body weight, comorbidities and quality of life – a prospective study. Int J Obes 2012;36:614-24

[2] Masood W, Annamaraju P, Uppaluri KR. Ketogenic Diet. 2021 Nov 26. In: StatPearls [Internet]. Treasure Island (FL): StatPearls Publishing; 2022 Jan–. PMID: 29763005.



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